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La donazione del cordone ombelicale

2013-05-09 0 0 Vimeo

E se domani… Il cordone ombelicale è una risorsa di cellule staminali che hanno il potere di trasformarsi in tutti gli elementi del sangue: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine. Purtroppo viene solitamente buttato, dopo il parto, a meno che la neo mamma non decida di raccoglierlo. Negli ultimi anni si è scoperto che le cellule staminali del cordone ombelicale offrono un’alternativa al trapianto del midollo osseo, ecco perché esistono delle vere e proprie banche del cordone, dove si depositano e conservano le cellule staminali. Se la donna decide di donare, la sacca viene analizzata dopo il parto, e se le cellule staminali raggiungono il numero minimo di un miliardo (quantità minima sufficiente per un trapianto) viene trasferita nella criobanca dove rimane congelata in azoto liquido. Nel momento del bisogno chiunque può accedere a questa banca. Esistono anche banche private all’estero, dove è possibile conservare il cordone ad uso esclusivo della propria famiglia. Come decidere se conservare il sangue cordonale ad uso esclusivo della propria famiglia o se donare? In Italia non è possibile conservare, bisogna rivolgersi a banche provate all’estero e sostenere il corso della conservazione. Il Ministero della salute italiano sostiene che “non esistono evidenze scientifiche che giustificano una conservazione puramente autologa, dedicata allo stesso neonato.” Infatti è stato dimostrato che le unità di sangue cordonale non sono quasi mai utili a se stessi. I dati dicono che su 60.000 cordoni che le mamme italiane hanno spedito all’estero, nessuno è stato utilizzato, invece su 35.000 cordoni donati alla rete pubblica, ne sono stati usati 1166, per bambini stranieri e italiani